Nel 1951 un gruppo di maestri decise che alla “scuola caserma”, borghese e acritica, si poteva opporre qualcosa: la cooperazione educativa. Oltre settant’anni dopo, quell’idea è ancora viva.
L’episodio entra nelle tecniche di Freinet che il Movimento di Cooperazione Educativa porta avanti: testo libero, corrispondenza tra classi, calcolo vivente, giornalino scolastico. Il cuore è la scrittura collettiva, dove i bambini imparano a misurare le proprie idee con quelle degli altri. Si torna anche al 1963, all’incontro tra Mario Lodi e don Milani da cui nascerà Lettera a una professoressa. E si rivendica il mestiere dell’insegnante come mestiere politico: formazione seria, collegialità, didattica ancorata alla realtà.
Luca Giliberti e Chiara Lanini ne parlano con Alberto Speroni, maestro, membro del MCE e direttore della rivista Cooperazione Educativa.
Un podcast del Laboratorio di Sociologia Democratica.